“Peccato che uno stato di generale trascuratezza offuschi tanta bellezza”.

Sentiamo spesso questa frase quando visitiamo un castello o un edificio storico.
Fare manutenzione era una prassi normale nel passato. Ogni anno si usava dare la cera d’api e olii vegetali ai pavimenti di cotto, ai seminati, ai legni di casa, porte, finestre, travi. Si usava rappezzare con malte di calce le effluorescenze degli intonaci delle facciate, decorare con tinteggiature di grassello di calce quelle stanze che necessitavano di una pulizia dalle infiltrazioni di umidità. Si usavano materiali naturali, derivati dalle lavorazioni nelle cascine intorno, dalle cave vicine, tutti avevano le buche dove si spegneva la calce, per fare le malte per la manutenzione. Il costo era rappresentato prevalentemente dalla forza lavoro. Spesso, erano i contadini stessi con il capomastro, che nei tempi morti autunnali, aiutavano in casa.
Oggi fare manutenzione è diventato un affare complicato e soprattutto costosissimo.
I capomastri sono ormai rarissimi, i materiali vengono consigliati dai proprietari dei magazzini edili che, non sempre, sono sufficientemente preparati nel consigliare le forniture di materiali da restauro e non conoscono i sacchi di intonaco di calce vera.
I proprietari di castelli e case storiche dunque, si devono districare tra: informazioni recuperate sul web, memorie tramandate in famiglia, materiali costosi assai più del dovuto, solo perchè di “bio-edilizia”. Ho visto latte di calce costare 60-70 euro, quando un sacco di grassello, il cosiddetto “maialino” che trovate dappertutto, costa tra i 3 e i 5 euro.
I problemi sono che occorre saper usare il grassello di calce, di solito abbiamo dimenticato “come si faceva una volta” e non siamo disponibili ad aspettare i tempi rallentati della calce, e che occorre trovare le maestranze capaci di lavorare la calce. Si può fare manutenzione intelligente. Se usiamo i materiali naturali, la calce in particolare, non serve rifare dopo 2/3 anni lo stesso lavoro. Cos’è questa novità che bisogna rifare le facciate ogni 4/5 anni? Le facciate a calce durano 100 anni e più, come succedeva fino agli anni ’50 quando il mercato dell’edilizia è stato stravolto dalle industrie chimiche….
Di questi e di altri temi, abbiamo parlato nell’incontro col barone Ivan Drogo Inglese, in una MIlano di fine settembre, ancora rovente. La passione per i castelli e gli edifici storici ci accomuna. Grande lavoro, sta facendo il barone con Assocastelli, nell’aprire i tanti castelli italiani e nel sostenere i loro proprietari per far conoscere e condividere, con noi tutti, gioie e dolori di questi giganti di bellezza. Grande lavoro, stiamo facendo noi di Sublime Italian Artisans, per informare e dare la direzione migliore, a tutti coloro i quali sono interessati ad una manutenzione intelligente, in particolare ai proprietari e agli artigiani….(seconda parte a seguire)


